Le ultime quattro settimane viste dal fondo del mediterraneo

Ho postato sul Post una breve storia di sole tre pagine. Non fa ridere. Ma purtroppo sui naufragi non c’è nulla da ridere.

11 Risposte

  1. Gabriele

    Certo, la colpa è di Salvini, li ha affogati lui di persona, uno ad uno, come gattini in un sacco di juta.
    Mentre i trafficati di uomini che ne hanno stipati cento alla volta su gommoni sgonfi e fatiscenti, per poi mandarli allo sbaraglio in mezzo al mare (senza contare le migliaia che, lontano dai riflettori, muoiono via terra, nel deserto del Sahara)… non c’entrano nulla, vero?

    Macchè, avete Salvini, il male incarnato. Farsi altre domande non serve.

    13 luglio 2018 alle 16:48

    • No. Non li ha annegati personalmente come gattini e quei numeri sono delle sole vittime in mare. Anche negli anni precedenti ci sono state tante vittime. Ma mai così tante (in rapporto al numero di arrivi via mare). Per disposizione geografica l’italia non può fare come l’Austria o altri paesi e blindare i confini, delegando il problema alla nazione accanto. Se blindiamo i porti e deleghiamo il grosso dei salvataggi alla guarda costiera libica (perché è l’unica che può sbarcarli in libia) muore molta più gente in mare, ed è esattamente quello che sta accadendo.
      Quello della migrazioni è attualmente un fenomeno ampio e globale (l’Unhcr parla di 65milioni di persone in fuga in tutto il mondo https://www.unhcr.it/risorse/statistiche) e pare durerà anni. Dal mio punto di vista è più che comprensibile che una nazione decida di tentare di regolamentare i flussi, rendere più efficenti hotspot, i centri di prima accoglienza, l’identificazione, i percorsi di richiesta d’asilo e il rimpatrio di quelli a cui l’asilo è stato rifiutato. È un problema complesso che necessita di strategie complesse e articolate
      La chiusura dei porti, intralciare gravemente il sistema di salvataggio marittimo delle ong e delle navi non libiche invece fa parte di una strategia che provoca più naufragi e vittime. È una non-soluzione demagogica e comoda se vuoi accaparrarti elettorato in vista di un nuova tornata elettorale. Quella di ingrossare il numero delle vittime delle traversate non è una politica degna di una democrazia europea.

      13 luglio 2018 alle 18:01

    • Qui si parla solo di quelli che hanno tentato la traversata ed è innegabile che la politica di salvini crei più morti.

      14 luglio 2018 alle 16:11

  2. l’analogia del treno è suggestiva; andrebbe precisato però che i seicento sul treno ci sono saliti deliberatamente, nella convinzione che li avrebbe salvati superman.

    13 luglio 2018 alle 21:04

  3. eh. forse questo è il tuo primo fumetto che non mi ha fatto morire dal ridere, tarta. pensieri e preghiere per il duce verde

    14 luglio 2018 alle 09:35

  4. Giuseppe

    E’ vero. Questa storia non fa ridere. Fa però, a me, sorridere amaramente l’idea che l’Italia debba e possa gestire l’arrivo e il transito di centinaia di migliaia di persone. Ho il ragionevole sospetto che i trafficanti di esseri umani sappiano che ci sono le navi dei soccorritori ad aspettarli. Se invece di lasciarli imbarcare venissero adeguatamente “colpiti” prima forse si eviterebbero tante tragedie. Comunque, non voglio sembrare ipocrita: NESSUNO (o quasi…) li vuole in grandi quantità! Nemmeno io…..

    14 luglio 2018 alle 13:40

    • invece di “colpirli” (io ricordo ancora i barconi arrivati ad un passo dalla riva) ci sarebbe da eliminare le condizioni per le quali sentono il bisogno di abbandonare genitori e famiglia per venire qui. Non si tratta di costruire centri di accoglienza in terra straniera, ma di costruire scuole, fabbriche, progetti, lasciando loro la sovranità. Ovviamente nessuna Nazione Europea o Asiatica (= Cina) ha interesse a farlo. Forse gli unici che avrebbero interesse siamo noi (non mi risulta che l’Italia abbia qualche potere economico da difendere in Africa), ma è come sentirli i cori “prima gli italiani”.

      14 luglio 2018 alle 16:19

      • Giuseppe

        Mi scusi, ma quelli che migrano dall’Africa non lo fanno da Stati “liberi” e “non coloniali”? Decenni di autocrazia non li hanno messi in grado di realizzare società “normali”? Si tratta in gran parte di nazioni in possesso di grandi quantità di materie prime e potenzialità turistiche (da cui la cupidigia della Cina, in primo luogo). Perché non sono riusciti a modernizzare e rendere “normali” le loro terre? Al netto di aree come il Sahel o le nuove zone desertiche…
        Lo chiedo come domanda perché io non ho risposte.

        16 luglio 2018 alle 08:57

    • Secondo l’UNHCR la presenza delle navi ONG non ha avuto influenza sul flusso dei migranti. Partono a prescindere che ci sia qualcuno pronto a riceverli, e i flussi sono in calo da due anni. Anche senza blocchi o sparate di ministri su twitter.
      http://data2.unhcr.org/en/situations/mediterranean#_ga=2.4200243.101234244.1531811747-1694999459.1531811747

      17 luglio 2018 alle 09:20

      • Giuseppe

        Ok. I dati (che non conoscevo) sono interessanti: quanti vengono da paesi in guerra? Come fanno a pagarsi il costo enorme di viaggi di migliaia di km? Comunque a maggior ragione bisognerebbe controllare il flusso PRIMA che si imbarchino.
        Insomma, siamo onesti: in Italia nei soli 4 anni sono arrivati oltre 800000 immigrati, oltre la metà di queste persone sono extracomunitari http://grafici.altervista.org/.
        In grande maggioranza sono uomini e donne in grande difficoltà. Può il nostro paese (il sistema sanitario, assistenziale, scolastico, ecc.) continuare ad accogliere ALTRE centinaia di migliaia di persone?
        Io dico: purtroppo no….

        19 luglio 2018 alle 08:31

  5. Pingback: Yes we all care, why don’t you. Cento dischi rossi per restare umani – avverbi

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