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Le istituzioni che non parlano da istituzioni

6 Risposte

  1. Gabriele

    Si, molto meglio la classica soluzione all’italiana: perizie e controperizie, processi e controprocessi, tutti colpevoli nessun colpevole, 3 gradi di giudizio, passano i decenni, arriva la prescrizione e tanti saluti.

    16 agosto 2018 alle 11:46

    • Al di là di eventuali responsabilità penali con relative tempistiche giudiziarie, quello che perplime la cana è che questi il giorno dopo già dichiaravano d’aver avviato le procedure per togliere la gestione. Ci saranno pure dei tempi tecnici per esaminare l’operato della società riguardo al ponte e in generale a tutta la rete autostradale prima di arrivare un decisione del genere (qualche settimana, un mese). Vista così sembra più una mossa nata dal desiderio di cavalcare l’indignazione e di azzittire le polemiche sulla faccenda della “favoletta”.

      16 agosto 2018 alle 15:10

      • Gabriele

        @Tarta (ti chiamo così, ormai ci “conosciamo” abbastanza 🙂 )

        Perdonami se sono brusco, ma della giustizia italiana non mi fido più. Ti ricordi la strage di Viareggio? Siamo ancora in ballo. Il processo d’appello è fissato a Novembre.

        http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2018/08/14/news/strage-di-viareggio-appello-dal-13-novembre-1.17154245

        32 morti. Qui si profila la stessa menata. in “qualche settimana, un mese” non cavi un ragno dal buco. Si prospettano Anni e anni di processi, perizie e via discorrendo, e intanto i Benetton continueranno a far soldi grazie alla gallina dalle uova d’oro che, grazie alle privatizzazioni selvagge, hanno avuto IN REGALO dai governi DI SINISTRA (scusa le maiuscole).

        Per quanto concerne la cosiddetta Gronda: fino a ieri l’altro la sua vicenda era confinata nella cronaca locale Ligure, ma da quanto ho letto in questi 2 giorni i lavori inizieranno l’anno prossimo e finiranno nel 20epassa. Non è che il ponte lo chiudevano il giorno dopo, sarebbe rimasto in attività in ogni caso. Non vorrei che si metta sullo stesso piano, giusto per andar contro al governo in carica, l’opposizione a un progetto che vedrà la luce tra molti anni con delle oggettive inadempienze di chi avrebbe dovuto controllare e garantire la sicurezza e non l’ha fatto a dovere.

        Senza contare che i 5 Stelle da quelle parti non toccano palla da sempre, non hanno mai governato a qualsiasi livello, regionale, provinciale e tantomeno comunale.

        16 agosto 2018 alle 19:37

      • Michele

        Perdonami Gabriele, ma il tema che Tartarotti ha evidenziato è diverso.
        La nostra democrazia, e più in generale uno stato di diritto, si basa sulla separazione dei 3 poteri. In questo caso qualcuno che non può farlo ha messo un piedino nel potere giudiziario. Per Di Maio per altro la sentenza c’è già.
        Se la separazione dei poteri non viene tutelata, anche a parole, la strada che si percorrere è pessima.
        Almeno io l’ho inteso così.
        In ogni caso una concessione di questo tipo non è che possa essere revocata così a simpatia. Vuoi revocare la concessione senza pagare penali? Bene, dimostra in maniera incontrovertibile che hai ragione.
        Ma per questo serve un’indagine.
        E un indagine farà luce su come sono state date le concessioni, sull’impatto che avrebbe avuto questa “Gronda”, sulle responsabilità del costruttore, del concessionario, degli appaltatori, ecc….
        Serve tempo? Certo. Non è una cosa semplice.
        Come per Viareggio, del quale mi sono interessato per lavoro. O per la ThyssenKrupp. Stesso discorso sarà applicato all’esplosione di Bologna.
        La sentenza di Viareggio è assolutamente esemplare, individua puntualmente tutte le responsabilità. Tutte. Dai vertici di Ferrovie dello Stato agli operai dell’azienda costruttrice del carrello. E il lavoro dietro è stato immane.
        “Capisco che possa suonare barbosa”, come dice la cana, ma questo deve fare il potere giudiziario. Lento? Che venga agevolato e messo nelle condizioni di lavorare più velocemente. Non scavalcato.

        Che poi, chi se le prenderebbe la concessione? Chi sarebbe così scemo da prendersi questo onere sapendo che il Governo può revocarla così d’emblée (si scrive così?) senza che venga data la possibilità di dimostrare che si è agito correttamente? Su una rete vetusta che, stando alle stesse persone che danno la concessione, non è stata manutenuta?
        La sparata di Toninelli a 3 ore dall’incidente è evidente che è stata una cosa buttata lì, senza conoscere nulla di nulla. Non si sapeva nemmeno perché è venuto giù il ponte. E non si sa di preciso tuttora, per altro. Questo me lo aspetterei da persone come me e te, che scriviamo su blog,che possiamo dire quello che ci pare tanto non ci sono conseguenze. Non da un Ministro.

        16 agosto 2018 alle 23:31

  2. …io vi suggerirei di concentrarvi sui ponti (e i palazzi) che ancora non sono caduti.

    16 agosto 2018 alle 13:00

  3. Davide

    la traduzione è deficitaria. A “…fornire un quadro completo dell’accaduto ” va aggiunto “che scagioni i miei amici e mi permetta di ricattare chi mi sta antipatico o non mi paga abbastanza”

    16 agosto 2018 alle 16:46

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