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Tartamutande

Ho appena finito di disegnare e postato su Patreon una storia di sette pagine zeppe di comicità e tensione. Racconta cosa è accaduto giovedì a notte fonda. Ci sono pure io disegnato in mutande per almeno cinque pagine.
Non si può resistere all’attesa, vero?
Un momento.
Cos’è questo silenzio imbarazzato?
Non mi direte che l’idea di varie vignette di me in mutande che mi aggiro furtivo per casa armato di una racchettina elettrica non crea una spropositata aspettativa e curiosità?
Come “No”?
Ma almeno un pochino, dai.
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Clicca il link e vieni anche tu nella tartacanasaladilettura con accesso semindiretto in anteprima (e spesso in esclusiva) al mio tavolo da disegno.
Con due dollari al mese (il prezzo di un caffé o di una polaroid di me in mutande) si può aiutare (assieme ad altri/e coraggiosi/e) a finanziare la cana e le mie storie e vignette satiro-cano-capriolo-piozzaneso-cazzabuffeggianti.
Questo è un dettaglio della vignetta


Lucciole piozzanesi

Ieri notte tornavo da una cena a casa di amici appena oltre la collina (sono quelli dei fantasmi dei maiali delle grigliate passate), quando, lungo il sentiero e i campi limitrofi, mi sono trovato immerso in un mare di lucciole.
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Con due dollari al mese (il prezzo di un caffé o di cinque lucciole) si può aiutare (assieme ad altri/e coraggiosi/e) a finanziare la cana e le mie storie e vignette satiro-cano-capriolo-piozzaneso-cazzabuffeggianti.
Nell’immagine un dettaglio della gif animata”Lucciole piozzanesi”.


Steve McCana

Ieri a mezzanotte quella squilibrata della mia cana, purtroppo, ha scoperto che per inseguire nel bosco un capriolo transitato dietro casa basta scavare sotto la recinzione.
Oltre a essere pericoloso già di suo (nei boschi possono esserci delle trappole per volpi), proprio la notte prima il mio vicino aveva visto dei lupi dietro casa.
Così, per riportarla indietro, sono dovuto andare a zampettare nel bosco, su per la collina innevata, alla luce della mia torcia da cranio.
La prima immagine (della cana in fuga) è presa dalle telecamere di sicurezza, la seconda (di me che arranco nel boschetto) l’ha scattata un capriolo col suo smartphone e me l’ha gentilmente inviata su WhatsApp.



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Il panico oltre la rete


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Ieri sera verso le 23.00


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Parla col cane