Articoli con tag “scuse

A Torino in moto e vestito in modo provocatorio

Lo so, lo so. Questa paginetta l’avevo già usata, leggermente diversa, per la fiera del libro 2016 per il libro di Martina “a Bath’s life”. Ma sono nella casa vecchia nei panni chiazzati di un pessimo imbianchino. Non ho modo di disegnare o colorare altro che pareti. Però tenevo ad avvertirvi della mia presenza alla fiera in modo da dare a tutti il tempo di preparare scuse creative. Tipo “volevo passare ma sono caduto in un dungeon” “avrei voluto salutarti ma avevo appena mangiato e già abbastanza nausea” “il criceto ha mangiato il biglietto della fiera e la mano destra del mio compagno”

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Cana, hai sentito anche tu?


Fumogeni a campata unica

Ho postato una nuova storiella breve. Racconta di menzogne da rimorchio, frutta sacra, recuperi fulminanti, fumogeni ninja, biancheria accusatoria, aeroporti da monumento, loop turistici, segreti da prestigiatore, falsi preliminari, e perdite sentite.

La potete trovare sul Post.

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Caro diario – Uomini e Tomi

È uscita su Il Post una nuova storiella su più pagine. Racconta di appuntamenti infelici, fughe, uomini stronzi, borse da battaglia e urlatori sessuali.

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Caro Diario. Perdono!

Questa invece è la storiella di sei pagine uscita sempre sul Post in conseguenza alla storia precedente sul Family Day. Raccontato in breve; un giornale locale ha fatto un pezzo vittimista e montarabbia mostrando solo una parte di una delle vignette e inventandosi delle frasi virgolettate. Risultato: una innocua e surreale gag che serviva a mostrare appunto la stupidità dei pregiudizi e del razzismo è stata volutamente fraintesa e sono piovuti messaggi incazzati di pensionati friulani. Probabilmente questi non l’hanno manco letta la storiella. Si sono limitati al titolo del giornale e hanno fatto fioccare gli insulti.

Nella storiella di scuse, volevo perculare solo il pensionato che mi ha dato del “anziano bavoso”. Ma Vercingetorige sostiene che invece se ne deduce che do dell’idiota a tutti. Per cui non c’è salvezza. A quanto pare sono il tipo che una volta scivolato nel fangoso fosso del fraintendimento, non riesce più a tirarsene fuori.

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