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Uccelli da aspirapolvere

Ieri mattina sono entrato nel garage per prendere il robottino aspirapolvere che stava sonnecchiando sulla sua base di ricarica. C’era poca luce e non mi sono accorto che sul robottino dormiva un piccolo pettirosso.
L’uccellino si è spaventato ed è volato via gridando “Porcatrota! c’è un tizio!”
Io mi sono spaventato mollando il robottino e gridando “Porcatrota! C’è un coso che vola!”
Il robottino è caduto spaventato gridando “Porcatrota! mi fanno cadere!”
Immagino che, visto che non la lascio quasi mai parcheggiata fuori, il pettirosso sia entrato dalla fessura sopra la porta basculante così da riuscire a cacarmi sulla macchina.
Purtroppo l’auto era sporchissima e non c’era soddisfazione a decorarla col guano, quindi il pettirosso si è rassegnato addormentandosi sul robottino.
Ho aperto la porta basculante e lui è uscito volando con aria seccata.
Però, mentre tornavo a riprendere il robottino ho notato che sulla polvere del lunotto dell’auto qualcuno con piccole ali aveva scritto “Lavami”.
Ho fatto questo disegno, poi sono sceso a lavarla.

Parla con lui

Domenica notte stavo tornando a piedi da Pomaro e ho tagliato per i boschi. A duecento metri da casa, dopo una svolta del sentiero, mi sono ritrovato faccia a faccia con un gruppo di cinghiali che fuggiva infastidito. Ho contato tre o quattro cinghiali adulti e altrettanti cinghialini.
Alla vista di un gruppo con piccoli mi sono paralizzato fingendomi una felce, subito imitato dalla cana, che non ha fatto un fiato.
Purtroppo la torcia accesa legata alla mia fronte non aiutava a renderci mimetici.
Il cinghiale più grosso si è fermato sul sentiero a fissarmi a circa venti/trenta mentri da noi, mentre il gruppo scappava.
C’è stato qualche secondo di impasse. Io, temendo una carica del bestione, ho pensato che forse dovevo parlargli con voce tranquilla e gentile, come si fa coi cani per tranquillizzarli.
Ho pensato “ok, ma cosa gli dico?”
Così me ne sono uscito davvero con quella frase stupida e anche parecchio insincera.
Però ha funzionato. Il cinghiale deve aver capito che ero un inoffensivo coglione. Ha fatto un grugnito infastidito e ha raggiunto i suoi, scomparendo tra gli alberi oltre il campo.


Guarda, un castello. Abbattiamolo

Sono arrivato a pagina 104 del librocana. Ancora 46 e poi ho finito.
In questa pagina la cana arriva a Montecanino, dove scoprirà qualcosa di interessante nei sotterranei.
A Montecanino (che ho disegnato abbastanza male) si mangia in modo strepitoso, c’è una vista fantastica e dei bei resti di un castello.
Bizzarramente nel piacentino c’è un castello o una casa fortificata ogni cento metri, il più delle volte distrutti, ricostruiti, poi ridistrutti, poi ricostruiti, poi ridistrutti.
A quanto pare a quei tempi lo svago nel fine settimana era mandare cavalieri e truppe in collina ad abbattere castelli.


Cinghiali traumatizzati

Comunque anche io ieri sera sono inciampato nello sbarello immotivato, traumatizzando la fauna del bosco in un raggio di 500 metri.


TartaLéon

Devo cominciare a indossare la canottiera e fare gli addominali tutte le mattine.


Immagine

Caprioli del Mekong


Forconi curati

Ieri sera sono riuscito a sostituire il manico di legno spezzato del vecchio forcone col manico di una pala da neve rotta. Il tutto senza infilzarmi o martellarmi un dito.
Galvanizzato dalla mia sorprendente dimostrazione di grandi capacità meccanico-ingegneristiche, ho preso martello e chiave inglese e sono corso a controllare tutti i bulloni e i meccanismi del trattore cingolato di Franco.
Chissà come sarà contento stamattina mettendosi al volante di un trattore ora perfettamente revisionato.