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Festa del miele

Domenica 29 settembre ci sarà la festa del miele a Piozzano.
Per Piozzano è la festa annuale più importante.
Ok, ok. parliamo di un comune di seicento abitanti, mica Parigi. Sono alcune bancarelle in piazza e gente che mangia, beve e balla.
Io e la cana faremo un salto a vedere “cosa” si mangia. Solo per documentare, eh. Mica per gola.
In ogni caso sembra che questa festa del miele sia abbastanza conosciuta in zona (per la bontà del miele) e che quel giorno dell’anno i piacentini sciamino dalla pianura verso la val Luretta per farne scorta.
Almeno così mi hanno detto. Ma forse chi me l’ha detto, produce miele. Oppure me l’hanno detto delle api e quindi sono parecchio di parte e pure ronzanti.
Comunque, se dovete comprare del miele e volete cogliere l’occasione per salutare la cana, siete i benvenuti.


Cra!


Procioni coi denti a sciabola

È accaduto la settimana scorsa ed è tutto vero, fase per fase.
Ok, il coleottero non mi ha parlato, ma ce l’aveva stampato in viso.
E, lo so, sette pagine di me in mutande non sono esattamente grande letteratura a fumetti. Ma sento il dovere morale (e un filo esibizionistico) di raccontare i fatti nel modo più fedele possibile.


Tartamutande

Ho appena finito di disegnare e postato su Patreon una storia di sette pagine zeppe di comicità e tensione. Racconta cosa è accaduto giovedì a notte fonda. Ci sono pure io disegnato in mutande per almeno cinque pagine.
Non si può resistere all’attesa, vero?
Un momento.
Cos’è questo silenzio imbarazzato?
Non mi direte che l’idea di varie vignette di me in mutande che mi aggiro furtivo per casa armato di una racchettina elettrica non crea una spropositata aspettativa e curiosità?
Come “No”?
Ma almeno un pochino, dai.
http://www.patreon.com/tartarotti
Clicca il link e vieni anche tu nella tartacanasaladilettura con accesso semindiretto in anteprima (e spesso in esclusiva) al mio tavolo da disegno.
Con due dollari al mese (il prezzo di un caffé o di una polaroid di me in mutande) si può aiutare (assieme ad altri/e coraggiosi/e) a finanziare la cana e le mie storie e vignette satiro-cano-capriolo-piozzaneso-cazzabuffeggianti.
Questo è un dettaglio della vignetta


Giorgio e il motocastello maledetto

Giovedì ho usato la moto dopo qualche settimana di fermo. Bizzarramente la ruota posteriore produceva forti e sgraziati rumori di cancelli arrugginiti e di fantasmi che agitano catene. Tutti si voltavano a guardare. Sembrava girassi a bordo di un motocastello maledetto.
Così il giorno dopo l’ho portata da Giorgio il meccanico.
Giorgio è un tipo molto gentile e sempre sorridente. È molto stimato, soprattutto a Piozzano e tra le colline limitrofe. Come molti meccanici di campagna ripara tutto: auto, moto, trattori agricoli, tagliaerba, motozappe, compressori, fratture ossee e via così.
Qualsiasi cosa ti si rompa, è abbastanza normale sentirsi dire “portala da Giorgio, magari riesce a metterla a posto”.
Pensate che, qualche mese fa, mentre percorrevo in moto la strada adiacente, giurerei d’aver visto un airbus A320 parcheggiato nel cortile dietro la sua officina.
Quando ho successivamente chiesto lumi, lui ha sorriso, fatto spallucce come se non sapesse di cosa parlavo e mi ha nascosto il vino.
Ora però sto aspettando che mi telefoni per dirmi che la moto è pronta.


Il potere di cambiare le cose

Spesso ci fanno credere che non abbiamo il potere di influenzare la realtà che ci circonda. Ma non è così.
Mi sono trasferito a Piozzano da poco più di un anno. Il supermercato più vicino era a 5/6 chilometri, nel comune confinante col mio.
Ci sono stato poche volte. Era un supermercato piccino e senza parcheggio. Io di solito tendo a fare qualche chilometro in più fino a supermercati con parcheggi abbastanza spaziosi e deserti da poter fare i testacoda dopo la spesa (soprattutto se ho comprato le uova) o le impennate (se sono in moto).
Bizzarramente, dopo alcune mie visite, i direttori dei supermercati cominciano a regalarmi tessere e volantini che pubblicizzano offerte di altre catene.
Ma non di è questo che volevo parlare.
Un mese fa sono entrato nel sopracitato supermercatino del paese limitrofo e ho chiesto se avessero del tofu. La commessa e il gestore sono impalliditi e hanno cominciato a sudare.
Qui nel piacentino chiedere del tofu al posto dei salumi è un po’ come chiedere il permesso di fare sesso col gatto di casa.
Ieri ho saputo che, pochi giorni dopo la mia visita, hanno chiuso all’improvviso il punto vendita e si sono trasferiti in un altro paese.
Un caso? io non credo.


Che maglietta indosso? Ora controllo

E io che mi lamentavo della gente che in città smanetta sul cellulare mentre guida.