Articoli con tag “tartapirla

4 settimane

Va detto che, con la scusa dell’isolamento, io e la cana ci stiamo lasciando un po’ andare.
La barba incolta comincia a darmi quell’aria da profeta stranito.


Cinghiali traumatizzati

Comunque anche io ieri sera sono inciampato nello sbarello immotivato, traumatizzando la fauna del bosco in un raggio di 500 metri.


L’inglese puffoso

Cronaca di ieri mattina.
Eccetto la mail, che invierò oggi.


Forconi curati

Ieri sera sono riuscito a sostituire il manico di legno spezzato del vecchio forcone col manico di una pala da neve rotta. Il tutto senza infilzarmi o martellarmi un dito.
Galvanizzato dalla mia sorprendente dimostrazione di grandi capacità meccanico-ingegneristiche, ho preso martello e chiave inglese e sono corso a controllare tutti i bulloni e i meccanismi del trattore cingolato di Franco.
Chissà come sarà contento stamattina mettendosi al volante di un trattore ora perfettamente revisionato.


Lo stupidoroscopo del 2020

Qualche giorno fa, dopo aver consumato delle orecchiette condite con del tofu parecchio d’annata, ho cominciato ad avere una certa nausea e strane visioni del futuro. L’ultimo ricordo che ho, sono io, visto dall’alto, mentre cerco carta e penna.
Al risveglio avevo un saporaccio di morte e Lega in bocca e questo strano oroscopo, vergato con calligrafia canina, al mio fianco.
Qualcuno dirà “però non fa granché ridere.”
Ehi, ero semi-intossicato dal tofu scaduto, è già tanto che sia ancora vivo.


Comunicazione di servizio

Sto finalmente pulendo il bagno.


Vito

eri ho finito il farmaco che mi fanno prendere per curare la mia stupidità precoce.
Così stamattina mi sono detto, “piglio la cana e vado in farmacia da Vito”.
Ho tirato fuori dal cestino della carta la confezione vuota e l’ho fissata, così da stamparmi in mente il nome del farmaco. L’ho ricestinata, ho fatto due passi e già non me lo ricordavo più.
Sono tornato indietro e ho rifissato a lungo la scatola per scolpirla per bene nel mio encefalo.
Ho notato che la cana mi stava guardando esasperata, per cui ho borbottato “Va beeeene. Ho capito” e ho fotografato col cellulare la confezione.
Arrivato da Vito, non ricordavo in quale tasca avevo il telefono, così sono andato a memoria.
Me la sono cavata bene. Forse.
Secondo me, i farmacisti più bravi, come Vito, vengono addestrati per mesi affinché imparino a leggere sullo sguardo smarrito dei clienti il nome del farmaco che questi non riescono a ricordare.