Articoli con tag “tartapirla

Conference call

Ieri pomeriggio un forse-nuovo-cliente, gentile e simpatico, mi ha invitato a una conference call di presentazione.
Nell’attesa, ho scaricato l’app sul nuovo laptop (visto che ha un microfono migliore), ho indossato dei jeans puliti e una camicia scura, ho ruotato il laptop in modo non si vedesse come sfondo solo la libreria dello studio (che è un casino) ma che inquadrasse anche la tavoletta monitor e gli altri computer.
Per ultimo ho ingrandito sulla tavoletta monitor un cana-disegno a colori che stavo terminando.
La videoriunione è andata bene.
Poi, giusto appena dopo i saluti finali, mi sono accorto d’avere la patta aperta.


Uccelli da aspirapolvere

Ieri mattina sono entrato nel garage per prendere il robottino aspirapolvere che stava sonnecchiando sulla sua base di ricarica. C’era poca luce e non mi sono accorto che sul robottino dormiva un piccolo pettirosso.
L’uccellino si è spaventato ed è volato via gridando “Porcatrota! c’è un tizio!”
Io mi sono spaventato mollando il robottino e gridando “Porcatrota! C’è un coso che vola!”
Il robottino è caduto spaventato gridando “Porcatrota! mi fanno cadere!”
Immagino che, visto che non la lascio quasi mai parcheggiata fuori, il pettirosso sia entrato dalla fessura sopra la porta basculante così da riuscire a cacarmi sulla macchina.
Purtroppo l’auto era sporchissima e non c’era soddisfazione a decorarla col guano, quindi il pettirosso si è rassegnato addormentandosi sul robottino.
Ho aperto la porta basculante e lui è uscito volando con aria seccata.
Però, mentre tornavo a riprendere il robottino ho notato che sulla polvere del lunotto dell’auto qualcuno con piccole ali aveva scritto “Lavami”.
Ho fatto questo disegno, poi sono sceso a lavarla.

Parla con lui

Domenica notte stavo tornando a piedi da Pomaro e ho tagliato per i boschi. A duecento metri da casa, dopo una svolta del sentiero, mi sono ritrovato faccia a faccia con un gruppo di cinghiali che fuggiva infastidito. Ho contato tre o quattro cinghiali adulti e altrettanti cinghialini.
Alla vista di un gruppo con piccoli mi sono paralizzato fingendomi una felce, subito imitato dalla cana, che non ha fatto un fiato.
Purtroppo la torcia accesa legata alla mia fronte non aiutava a renderci mimetici.
Il cinghiale più grosso si è fermato sul sentiero a fissarmi a circa venti/trenta mentri da noi, mentre il gruppo scappava.
C’è stato qualche secondo di impasse. Io, temendo una carica del bestione, ho pensato che forse dovevo parlargli con voce tranquilla e gentile, come si fa coi cani per tranquillizzarli.
Ho pensato “ok, ma cosa gli dico?”
Così me ne sono uscito davvero con quella frase stupida e anche parecchio insincera.
Però ha funzionato. Il cinghiale deve aver capito che ero un inoffensivo coglione. Ha fatto un grugnito infastidito e ha raggiunto i suoi, scomparendo tra gli alberi oltre il campo.


Canaguri

Oggi è il canacompleanno. Almeno così dicono il libretto veterinario e i poteri forti.


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Ma i teli, invece, servono?


4 settimane

Va detto che, con la scusa dell’isolamento, io e la cana ci stiamo lasciando un po’ andare.
La barba incolta comincia a darmi quell’aria da profeta stranito.


Cinghiali traumatizzati

Comunque anche io ieri sera sono inciampato nello sbarello immotivato, traumatizzando la fauna del bosco in un raggio di 500 metri.


L’inglese puffoso

Cronaca di ieri mattina.
Eccetto la mail, che invierò oggi.


Forconi curati

Ieri sera sono riuscito a sostituire il manico di legno spezzato del vecchio forcone col manico di una pala da neve rotta. Il tutto senza infilzarmi o martellarmi un dito.
Galvanizzato dalla mia sorprendente dimostrazione di grandi capacità meccanico-ingegneristiche, ho preso martello e chiave inglese e sono corso a controllare tutti i bulloni e i meccanismi del trattore cingolato di Franco.
Chissà come sarà contento stamattina mettendosi al volante di un trattore ora perfettamente revisionato.


Lo stupidoroscopo del 2020

Qualche giorno fa, dopo aver consumato delle orecchiette condite con del tofu parecchio d’annata, ho cominciato ad avere una certa nausea e strane visioni del futuro. L’ultimo ricordo che ho, sono io, visto dall’alto, mentre cerco carta e penna.
Al risveglio avevo un saporaccio di morte e Lega in bocca e questo strano oroscopo, vergato con calligrafia canina, al mio fianco.
Qualcuno dirà “però non fa granché ridere.”
Ehi, ero semi-intossicato dal tofu scaduto, è già tanto che sia ancora vivo.


Comunicazione di servizio

Sto finalmente pulendo il bagno.


Vito

eri ho finito il farmaco che mi fanno prendere per curare la mia stupidità precoce.
Così stamattina mi sono detto, “piglio la cana e vado in farmacia da Vito”.
Ho tirato fuori dal cestino della carta la confezione vuota e l’ho fissata, così da stamparmi in mente il nome del farmaco. L’ho ricestinata, ho fatto due passi e già non me lo ricordavo più.
Sono tornato indietro e ho rifissato a lungo la scatola per scolpirla per bene nel mio encefalo.
Ho notato che la cana mi stava guardando esasperata, per cui ho borbottato “Va beeeene. Ho capito” e ho fotografato col cellulare la confezione.
Arrivato da Vito, non ricordavo in quale tasca avevo il telefono, così sono andato a memoria.
Me la sono cavata bene. Forse.
Secondo me, i farmacisti più bravi, come Vito, vengono addestrati per mesi affinché imparino a leggere sullo sguardo smarrito dei clienti il nome del farmaco che questi non riescono a ricordare.


Il pacco Isa

Vi ricordate la faccenda del surplus domestico di buste imbottite del formato sbagliato?
Ci sono stati degli sviluppi nelle ultime settimane.


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Salvailgatto


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Perché


Procioni coi denti a sciabola

È accaduto la settimana scorsa ed è tutto vero, fase per fase.
Ok, il coleottero non mi ha parlato, ma ce l’aveva stampato in viso.
E, lo so, sette pagine di me in mutande non sono esattamente grande letteratura a fumetti. Ma sento il dovere morale (e un filo esibizionistico) di raccontare i fatti nel modo più fedele possibile.


Salvini è un personaggio D&D?

Ieri sera stavo facendo una passeggiata con la cana sulla collina dietro casa.
L’idea era di smaltire il risotto con strani funghi, raccolti nel mio giardino, che avevo cucinato e mangiato a pranzo.
A un tratto, nel campo vicino a me, ho visto rotolare un dado da venti grande come un camion. Pochi metri più a sinistra e mi avrebbe trasformato in una frittella calva.
Ancora sconvolto per lo scampato pericolo e anche per il venti pieno del tiro del dado, mi sono accorto della presenza a valle di una gigantesca scheda personaggio.
Pochi secondi dopo, due grandi mani scese dal cielo hanno raccolto dadone e foglione.
Avendo parzialmente memorizzato la scheda, sono tornato a casa e l’ho disegnata, quasi senza rendermene conto, in pieno stato di trance risottesca.
Ora però sono assillato da interrogativi senza risposta.
Tipo:
Quindi Salvini non è una persona reale, bensì un personaggio D&D?
E io?
Sono un personaggio non giocante dell’avventura? Questo spiegherebbe molte cose, tra cui la mia tendenza a ripetermi.
E il fatto che io sia calvo, con la barba e la passione per il pessimo cibo, mi rende un mezzo nano?
Domande, sempre domande senza risposta.


#mordisalvini

Ok. Devo ammetterlo. Non ne vado fiero, ma è successo davvero e più volte.
Ma senza rumore di tuoni perché son troppo pigro per cercarli su youtube.


Ciao Romprezzagno!

Domani venerdì 26, La band di Gianpaolo (nel senso che ne fa parte) suonerà a Romprezzagno, ridente e onomatopeica cittadina del Cremonese. Se volete ascoltare i signori del Blues, i dominatori del basso, i sabbiatori della malinconia in note, li potete trovare alle 21.00 in quella precisa località che non riuscirò mai a riscrivere correttamente.
La cana mi chiede “sono bravi?”.
Stai scherzando, cana?
Dico solo che, a fine serata, Bettino, il vecchietto che rimette a posto il palco, di solito impiega almeno venti minuti solo per raccogliere tutte le mutande lanciate dal pubblico.
E va anche detto che Bettino è proprio un signore gentile. Le mie le riconosce sempre, le affranca e me le rispedisce.


Strozzatarta al pesto

È successo veramente la settimana scorsa (e non ne vado molto fiero)


Parigi o Piozzano?

Vabbè, ma distraiamoci un momento dalla politica. Se siete incerti se per il fine settimana del 15-16 giugno andare a Parigi, a Londra o sulle colline piacentine vicino a Piozzano (so per certo che in mezza italia il dibattito “meglio Londra, no meglio Piozzano” infuria) posso aiutare a far pendere il piatto della bilancia verso la minilocalità piacentina e i suoi caprioli.
Sabato 15 infatti alle 16 sarò alla biblioteca di Piozzano a dire sciocchezze.
Come resistere alla tentazione di caricare l’auto o il treno con familiari e bagagli e partire alla volta della Val Luretta?
Io ve l’ho detto. Poi non dite “Casso. Sono a Parigi, potevi dirmelo prima.”


Tartacommosso (e anche urticato)

Sono andato a votare con la cana.
Probabilmente sono solo un ingenuo coglione, ma vedere tutte quelle persone che escono di casa e convergono nelle scuole per esprimere il loro voto democratico per il candidato che ritengono possa rappresentarli e le altre persone che si sono alzate presto nel fine settimana per lavorare al seggio e permetterglielo, mi mette di buon umore e mi fa vagare ogni volta con stampato in faccia un sorriso ebete.

Ok. poi il giorno dopo, di solito, piango.


Spaghetti da cartoleria

Ebbene sì, li ho mangiati lo stesso.
Erano dei buoni spaghetti? No.
Ma la vita a volte è così: molto, molto, molto poco al dente.
PS: è successo ieri. Adesso sta bollendo e ho controllato solo quelle due-tre volte se il timer è partito.


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Si sappia, ho gambe irlandesi